Intervista a Lida Russo per l’Associazione Graziemiodio

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Intervista a Lida Russo per l’Associazione Grazie Mio Dio

Livorno 06/12/2006

 Trascrizione dell’intervista fatta da Elisabetta Piccini 


Lida: Ciao Elisabetta cara.

Elisabetta:
Tu sai che noi abbiamo un’associazione, tu sai che noi abbiamo anche realizzato un sito che si chiama www.graziemiodio.it e nel sito abbiamo messo delle voci che tu hai raccolto, alcune voci delle tante voci che tu hai raccolto durante questi anni di ricerca spirituale. Queste voci sono veramente interessanti e danno anche un insegnamento di vita come quella che dice: “Mamma vivi, mamma vivi, io sto bene”, cioè tuo figlio che ti dice queste cose però, vorremmo dare ai nostri visitatori del sito un’idea più chiara su di te (Lida: “va bene”) e vorremmo anche che tu ci raccontassi un pochino come hai iniziato a sentire questa voce di tuo figlio dentro al registratore. Ci puoi concedere questa intervista?
Lida:
Sì, sì! Dunque, essendo il dolore tanto grande io non ce la facevo a vivere e dicevo: “Signore, angeli del cielo, se c’è qualcuno aiutatemi, aiutatemi, perché io non ce la facevo e stavo a letto a piangere a giornate, mi disperavo. Un giorno una voce mi ha detto: “Tu devi ascoltare quello che ti si dice!” . Ed infatti hanno iniziato dicendomi che non dovevo piangere, che Vincenzo era un angelo che era in cielo. La mancanza è grande però queste voci mi davano una certa…, un certo sollievo e ho iniziato così a mettere il registratore perché avevo letto i libri della Gabriella Arvisi nei quali diceva che lei sentiva le voci dal registratore e ho iniziato. La prima vola che è venuto il mio Enzo mi ha detto: “Sono Enzo mamma, pace mamma”, e da lì ho iniziato ad ascoltare queste voci che sono meravigliose. E’ venuto Padre Pio, è venuto il Cristo, è venuto il mio Enzino che mi ha detto soprattutto che non si deve piangere per la perdita dei nostri cari, perché loro sono in un mondo meraviglioso dove c’è la luce, c’è Dio, questo meraviglioso Dio, che poi andremo tutti a completare questo mosaico d’amore che loro mi hanno spiegato. Perché, purtroppo la vita sulla terra è un passaggio poi, dopo di questo, c’è la vita eterna, la meravigliosa vita eterna nella quale io… mamma mia, non dico che non vedo l’ora, perché ho le nipotine, ho la figlia, ho il nipote, però, quel giorno sarà bello perché io troverò i miei nonnini, i miei bisnonni che non ho conosciuto, la mia mamma, il mio papà, mio fratello, tutti i miei cari amici, quanti amici ho perduto, quante cose. Però io prego sempre, mi raccomando al Signore, dico: “Signore aiutami, dammi la forza di andare avanti”, perché questi miei nipotini quando io sono stata male, perché sono stata in coma due volte, piangevano tanto e io ho detto: “Signore fammi vivere un altro pochino”, perché questi bimbi erano troppo dispiaciuti e Dio mi ha ascoltato… Poi dovevo aiutare tante mamme, perché tante mamme, sorelle, mogli, vengono e vogliono sentire una vocina dei loro cari che gli dica che non devono piangere, che laggiù è la vera vita, che c’è Dio, che sono nella luce, che sono nella beatitudine. Queste mamme vanno via contente, un pochino più rasserenate perché altrimenti la cosa è troppo, è troppo tremenda. Io sono contenta quando le vedo sorridere perché sentono la voce dei loro figli che gli dice: “Mamma vivi, mamma vivi, io sto bene”, questo me l’ ha detto anche il mio Enzo. Due o tre giorni fa mi ha detto: “Mamma, quando sarai qui con me, quel giorno ti sarà tutto chiaro, ti verrò incontro e ti porterò in Paradiso con me”. Ma, io non so se me lo merito questo Paradiso, non lo so, però queste parole mi hanno fatto tanto bene al cuore, tanto, tanto bene perché, secondo me, lui le ha dette col permesso del Padre, col permesso di Dio, questo meraviglioso Dio che ci aiuta. La Terra è così, c’è la vita e c’è la morte, purtroppo è doloroso, è molto doloroso, però bisogna vivere perché se Dio ci ha dato questa vita è segno che bisogna viverla con amore, con rispetto, bisogna amare le bestie, bisogna amare la natura, bisogna amare i fratelli soprattutto, bisogna amare tutti, tutte le persone che ci vogliono bene, perché dare amore è ricevere amore, se uno non da amore non lo riceve…

Elisabetta: Ecco Lida, tu di recente hai scritto un libro anche (Lida: sì) dove hai raccolto anche tutte le testimonianze più importanti di questi anni di ricerca e di voci raccolte, Ecco, l’hai intitolato “la vita è un soffio, la morte è la vita” e c’è proprio una voce nella cassetta che dice: “La vita è un soffio, la morte è la vita!” . Cosa ci puoi dire di più di questa frase che viene così chiaramente espressa da Vincenzo dall’Aldilà.
Lida: Eh, perché è così. La vita sulla Terra è un soffio perché anche se sono ottanta anni, novanta mettiamo ma di fronte all’eternità non è niente e la vita è un soffio di fronte all’eternità, dove andremo.

Elisabetta: Allora anche la morte non ha il significato di terrificante che ci può fare così…
Lida: Per loro non esiste la morte, capisci? Per loro non esiste la morte. Noi siamo eterni, viviamo prima sulla Terra, poi in questa dimensione di luce col Padre, vedremo, quando saremo laggiù vedremo, incontreremo tutte le persone care, tutte le persone che si sono perse.

Elisabetta: Quindi su questa Terra noi abbiamo già una guida spirituale che ci segue (Lida: io penso di sì), che ci accompagna.
Lida: Io ho avuto un indiano cieco che si chiamava Sole, è morto duemila anni fa, eppure mi viene anche ora a parlare, mi dice : “Sono Sole, sono qui!” . Quando io sono stata male, che sono stata in coma per due volte, lui è venuto e m’ha detto: “Il tuo compito non è ancora finito, tu devi vivere perché devi aiutare, devi dire alla gente che questa… qui c’è la vita eterna.

Elisabetta: Naturalmente questo aiuto che tu offri alle mamme nel dolore, tu lo offri gratuitamente per amore diciamo, per solidarietà.
Lida: Diamine, e ci mancherebbe altro! Ma io li ospito, gli do da mangiare, gli do da dormire, mi fanno tanto piacere, ho due camere, li metto a letto di qua, al letto di là, gli cambio tutti i letti, io sono contenta quando ci sono queste persone che mi fanno compagnia e gli posso spiegare. Perché la gente è al di fuori, penso che tanta gente non comprende e questo è triste secondo me, non comprendere che noi abbiamo un Padre meraviglioso. Purtroppo la vita è questa!

Elisabetta: Quindi da quando tu hai ritrovato il tuo Vincenzo in un’altra dimensione ti sei rasserenata (Lida: sì, sì, sì) sei, diciamo così, più tranquilla, sei sicura di ritrovarlo (Lida: Certo) nella pienezza di questa nuova dimensione.
Lida: Lo sento sempre anche in casa, l’altro giorno avevo una signora che mi puliva le finestre e mi dice: “Lida, ho sentito suonare un campanellino”, dico io: “Un campanellino?”, dice lei: “Ma la gatta ha il campanellino?”, dico: “No davvero, la gatta non ce l’ha il campanellino”, una voce ha detto: “Enzo era”, te l’ho fatta sentire ora anche a te (Elisabetta: Certo). Era il mio bimbo che suonava il campanellino per farsi capire che lui era qui con me. Poi, ti dico la verità, ho tante entità la notte. Una notte il mio letto è diventato quattro volte il doppio di qua e di là e ce l’avevo tutti lì, che stavano lì con me, felici, chissà…

Elisabetta: Quindi il contatto con questo Aldilà di gioia, da gioia (Lida: sì), da serenità (Lida: sì), da pace, questo è anche un segno di riconoscimento, per riconoscere se una guida spirituale o un contatto sono positivi (Lida: sì, sì, sì) oppure non sono positivi.
Lida: Quello è importante, io li sento quando sono positivi. Perché, ti dovrei dire, a volte quando entro in casa loro mi fanno: “Benvenuta”, magari sono stata fuori due giorni per un congresso e appena entro mi fanno : “Benvenuta”. Oppure quando sono stata a Roma mi hanno detto: “Mamma, devi andare a Roma, ci saremo tutti”. Quando sono andata a Roma mio figlio mi ha parlato con la voce del Santo Padre.

Elisabetta: Cioè, vuoi dire che ha modificato, fruttando questa voce, ha modificato le parole (Lida: sì) arrivando lui con un messaggio suo (Lida: Sì, sì)
Lida: Ha detto: “ Sono arrivato mamma, stai bene? Parliamo di Gesù Cristo figlio di Dio, Francesco tira le file”. Questo Francesco me lo ricordano tanto, perché secondo me è San Francesco che mi aiuta perché mi viene tante volte San Francesco, perché io amo gli uccellini, io non le butto via le bricioline, io le lascio in un foglio e poi la mattina le butto agli uccellini, oppure ho una gattina. Guai a chi tocca le bestie perché le bestie sono anche quelle creature di Dio, creature del Padre, non si possono spregiare, come tanti i cani li picchiano, le gattine. Non si devono picchiare le bestie.

Elisabetta: Quindi dall’Aldilà arriva anche un insegnamento.
Lida: sì! L’amore per la natura. Io a volte, vedi questa pianta, le dico: “Bella, come sei diventata bella, hai sete?” poi tasto la terra e sento che è secca allora la accarezzo e dico: “Aspetta, ti do un pochino d’acqua”, mi deriderete, forse passerò per fessa, ma tutto è dono di Dio, tutto è dono della natura, capisci? Le piante, le bestie, le sorelle che mi vengono a trovare, gli amici, io voglio bene a tutti!

Elisabetta: Ma tu cosa vorresti dire ora alla gente? Qual è il messaggio che vuoi lasciare?
Lida: Vorrei dire di amarsi l’uno con l’altro e di amarsi perché l’amore fa amore, l’amore è la cosa più grande. Quando finiscono di parlare (riferendosi alle voci), sempre finiscono “E’ l’amore, l’amore è la cosa più bella, perché amare una creatura, amare una bestia, amare la natura, amare qualsiasi cosa, l’amore è la cosa più grande che ci sia. Senza amore siamo un linfa senza, senza cuore, senza spirito, senza niente.

Elisabetta: E un incoraggiamento alle persone che si trovano ora a vivere nel dolore, che cosa diresti?
Lida: La preghiera, la preghiera a Dio, che li aiuti, che gli dia la forza e poi chiedano che gli angeli li aiutino e gli angeli gli verranno incontro e gli faranno capire che c’è la vita di là e che i loro figli vivono, che i loro mariti i loro figli vivono, in una dimensione diversa, certo che a noi mancano tanto, la mancanza è grande però, è così la vita sulla Terra. C’è la vita e poi c’è la morte, non c’è nulla da fare. Noi può darsi che si muoia ad ottanta anni e un figliolo ti muore a sessanta, è un grande dolore, una grande cosa però, cosa si deve fare? Non si può per questo odiare tutti, essere cattivi, es. “Ho perso il mio figliolo, e bene che lo perda anche tu”, no! Non si deve dire, si deve amare e basta, soprattutto amare Dio, Gesù. Io ho una cassetta di là che dice: “C’è Gesù!” . E’ bello, il mio Gesù che l’ho visto, io l’ho visto il mio Gesù, l’ha visto anche Paolo, il mio caro fratello che è qui, l’ha visto anche lui.

Elisabetta: Diciamo che, concludendo, vuoi lanciare questo appello alle persone che sono nel dolore di avere sempre la speranza.
Lida: La fede è di pensare che i loro cari ci sono, che li hanno vicini, loro non li vedono ma ci sono. Pensa ad Enzo che mi ha suonato il campanellino! L’hai sentito, te l’ho fatto sentire (Elisabetta: Certo), ha suonato il campanellino, è segno che era qui. Non si possono vedere perché è una dimensione di luce. Bisogna ascoltare Padre Magni per cercare di capire queste cose.

Elisabetta: E infatti inseriremo anche Padre Magni nello stesso sito. Ti ringraziamo Lida.

Lida: Io vorrei dire: “amate, amate, l’amore è la cosa più bella più forte che ci sia, amate Dio, amate i fratelli, amate la natura, amate le bestie, amate tutti. L’amore è la fonte più grande che Dio ci ha dato e se non esiste l’amore, la vita non vale niente”.

 
Proponiamo una recente immagine di Lida Russo in compagnia di Luca Garbin, una giovane “promessa” nel campo della ricerca metafonica.
Luca ha anche un suo sito: www.garbinluca.it
 

Ciao Lida!