NDE è l'acronimo di Near Death Experience che letteralmente tradotto significa “esperienza in prossimità della morte”.

Fondamentali gli studi che ha condotto il noto medico americano Raymond A. Moody jr. che ha dedicato a questo tema numerosi libri fra cui citiamo “Ipotesi sulla vita oltre la vita” e “Nuove ipotesi sulla vita oltre la vita”, editi entrambi da Mondatori.

Raymond Moody
Raymond Moody

Iniziò questa ricerca quando gli capitò di dover soccorrere una signora non vedente dalla nascita che era stata colta da un arresto cardiaco. Durante i febbrili momenti in cui il dottor Moody cercava disperatamente di far ripartire il suo cuore la donna ebbe una insolita esperienza e, una volta ripresasi dalla crisi, narrò al medico cosa le era capitato.

Pur essendo una non vedente dalla nascita raccontò di essersi vista volare verso il soffitto e “vedere” ciò che lui stava facendo sul suo corpo disteso sul lettino e gli oggetti della stanza. Descrisse minuziosamente non solo ogni gesto e operazione che Moody aveva compiuto per farla riprendere ma descrisse anche dei particolari che essendo non vedente non poteva conoscere.

Tale esperienza colpì talmente il medico americano che da allora decise di intraprendere studi a riguardo più approfonditi in special modo raccogliendo testimonianze tra coloro che subendo delle “crisi della morte” potevano aver vissuto esperienze simili.

Nel suo libro “Nuove ipotesi sulla vita oltre la vita”, alla pagina 9 Raymond Moody scrive: “ […] Comincerò dunque questo nuovo volume riportando l'esempio teoricamente completo di un'esperienza di pre-morte che avevo delineato nel mio testo precedente. Contiene tutti gli elementi comuni dell'esperienza-tipo.

“Un uomo sta morendo e, nel momento in cui ha raggiunto l'acme della sofferenza fisica, sente delle parole del dottore di essere clinicamente morto. Avverte allora un rumore sgradevole, come un tintinnio o un ronzio, e contemporaneamente sente di muoversi con estrema rapidità lungo una galleria buia. Giunto al termine, avverte improvvisamente di essere uscito da proprio corpo ma di trovarsi ancora nell'ambiente in cui si trovava prima e vede in lontananza il suo stesso corpo, come se egli fosse soltanto uno spettatore. Da quella posizione privilegiata osserva un tentativo di rianimazione e prova un senso di sconvolgimento emotivo.

Dopo breve tempo, si riprende e si abitua alla sua strana condizione. Avverte di avere ancora un “corpo”, ma di una natura assai diversa e dotato di poteri assai diversi da quelli del corpo fisico che ha lasciato dietro di sé. Cominciano allora ad accadere altre cose. Altri individui gli si fanno vicino per aiutarlo. Scorge gli spiriti di parenti e amici già morti e gli appare uno spirito di amore come egli non ha conosciuto mai: un essere di luce. Questo gli rivolge, senza parole, una domanda che lo esorta a valutare la propria vita, e lo aiuta mostrandogli, come in un playback, gli avvenimenti più importanti della sua esistenza. A un tratto si trova vicino a una barriera, o a un confine, che sembra rappresentare la divisione tra la vita terrena e l'altra vita. E tuttavia sente di dover tornare sulla terra, sente che non è ancora giunto per lui il momento della morte. Tenta di opporsi perché è ormai affascinato dall'altra vita e non vuole tornare in questa. E' sopraffatto di intensi sentimenti di gioia, amore e pace. Tuttavia si riunisce in qualche modo al suo corpo fisico e torna alla vita.

Più tardi tenta di riferire ad altri la sua esperienza, ma gli riesce difficile farlo. Non trova parole umane capaci di descrivere quegli episodi non terreni. Scopre inoltre che gli altri non lo prendono sul serio e rinuncia a parlare. Ma l'esperienza conosciuta segna la sua esistenza, in particolare le sue opinioni sulla morte e il suo rapporto con la vita”.

(Vedi anche nel sito anche fra le Testimonianze la Storia di Alessio,  Storia di Valeria, Storia di Claudio R., Storia di Giovanna G.B. )