Quando il medium diviene egli stesso un messaggio

 

La medianità è un dono. E’ la possibilità di servire da tramite a un Qualcuno per comunicare con qualcun altro. E viceversa.

L’idea ce la rende molto bene il telefono in quanto sappiamo bene a che serve, specialmente oggi come oggi che siamo bombardati da onde elettromagnetiche. L’idea della distanza infatti è cambiata perchè è cambiato ordine di idee. E’ mutata la nostra “forma mentis” dettata dalle scoperte della nuova era, della nuova scienza.

Infatti non ci preoccupa più, né ci meraviglia, il parlare con l’Australia o la Cina come non ci preoccupa più il percorrere lunghe distanze. Oggi posso essere a Pisa, pranzare a Palermo e cenare a Parigi…

I nostri nonni non erano dello stesso avviso quando nostra nonna aspettava trepidante il postino per ricevere la lettera del fidanzato che faceva servizio militare lontano da lei… ma lontano dove? Quel nella sua “forma mentis” di quei tempi, naturalmente…

Se la mia nonna oggi mi vedesse parlare al cellulare penserebbe che parlassi da sola in una scatolina…

L’invenzione del telefono ha mutato pian piano tale mentalità che ormai è rimasta (purtroppo) solo in certi paesi sottosviluppati dove il problema principale è non morire di fame…

Quindi oggi è (o almeno dovrebbe) essere più facile comprendere l’esistenza sui diversi piani esistenziali alla luce di una certa illuminazione scientifica che ci introduce a questa nuova forma mentale, a questo nuovo ordine di idee.

Inoltre, grazie alle preziose intuizioni del filosofo della scienza Padre Magni, sappiamo che anche una voce umana può divenire “luce” perché sappiamo dell’esistenza dei fotoni che viaggiano alla velocità della luce…

Quindi potremmo affermare che siamo giunti alle sponde di una nuova era, quella della Luce.

Allora, mi si può chiedere, che c’entra tutto questo con la Medianità?

Mi ricollego subito con l’inizio del discorso.

Se siamo pronti ad accettare una nuova forma mentale determinata dalle scoperte scientifiche perché non dovremmo esserlo per ciò che concerne il passaggio tra le due Realtà, quella terrena (materia) e quella Trascendente (spirito)?

Se riflettiamo profondamente su certi fenomeni potremmo trovare una risposta proprio alla luce di certe scoperte scientifiche. So benissimo che i fenomeni soprannaturali non si possono spiegare scientificamente anche perchè perderebbero (a mio avviso) tutta la portata del loro calibro, tuttavia certe riflessioni ci portano almeno a riflettere in quella direzione.

Tutto quello che la mente fervida di Giulio Verne produceva era considerata fantascienza per quei tempi ma oggi sappiamo che non era così nella realtà, infatti anticipò scoperte che poi si realizzarono e vennero anche provate scientificamente.

Che significa ciò?

Che il tempo è amico della verità.

Pensiamo al grande Galileo Galilei e a tutto quello che dovette subire a causa di alcune verità da lui intuite ma passibili di condanna dalla chiesa in quanto considerate “eresie”.

Il tempo gli ha dato ragione…

Quindi, alla luce di queste esperienze, come possiamo non riconoscere che certi accadimenti possano essere “inspiegabili” razionalmente ma comunque reali e non frutto della fantasia fervida di persone isteriche o visionarie?

Un momento, ho detto “certi accadimenti”, non ho detto “tutti gli accadimenti”… non sono propensa a credere a tutto incondizionatamente. Infatti, praticando certi convegni o gruppi, ho incontrato anche molta gente che si ostinava a volermi far credere in assolute falsità dettate solo da un ego smisurato di certe persone che amano mettersi in mostra…

Tuttavia, ed eccomi giunta al nocciolo della questione, ho anche incontrato persone molto discrete, umili, semplici, disinteressate, animate solo dal vivo e sincero desiderio di aiutare altre persone nel dolore e nel bisogno.

Ma, direte voi, come si fa a riconoscerle?

Gesù ha detto “amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati…se vi amerete in questo modo tutti gli uomini comprenderanno che siete miei discepoli…”. Quindi, a detta di Gesù, gli uomini devono riconoscere chi mette in pratica questo suo importante insegnamento, cioè “l’amore scambievole e fraterno”. Ed è così che si è “medium”, cioè mediatori tra le due realtà, quella terrena e quella trascendente. Quella umana e quella divina. Poi, tutto il resto viene da sè, senza ostentazioni, provocazioni o manipolazione alcuna.

Gesù ha ancora detto “cercate il Regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in più e in abbondanza”. Ed è proprio così… da quello che ho fino ad oggi ho potuto vivere personalmente… è proprio così.

La “medianità” è un qualcosa che non si può nascondere. Non si può essere il medium del martedì o del giovedì sera, non si può essere medium al convegno di Tizio, di Caio o di Sempronio, magari facendoci dare un “rimborso spese” per ogni “seduta” provocata a comando.

No, mi si scusi, ma io dico “no”, così non è più medianità ma è una sorta di gioco perverso, una sorta di roulette russa nella quale finiscono per la maggior parte persone nel dolore e che cercano un messaggio, anche piccolo, di Qualcuno passato Oltre… Ma ditemi, secondo voi, queste persone addolorate che cercano, trovano veramente? Quanto amore trovano?

Purtroppo, io credo ben poco…

Il medium, quello vero, conduce una esistenza semplice senza clamori, non si pubblicizza e non manda mai indietro nessuno… accoglie tutti come in un grande abbraccio…

Da lui (o lei) traspare “luce”, sempre, in ogni momento della sua vita. Emana calore, umanità, sincerità, verità da ogni poro della sua pelle. Da lui affiora “pace” e attraverso di lui chiunque e gratuitamente può attingere alla fonte inestinguibile di acqua che disseta, può nutrirsi di quel cibo che sfama veramente.

Allora, signori miei, solo allora si parla di vera medianità. La medianità investe tutto il suo modo di essere, tutta la sua persona…

Quindi, concludendo, il vero medium non serve solo da tramite e a dare un messaggio ma diviene messaggio egli stesso.


In amicizia

Elisabetta