ANCORA sul Vaticano…

ANCORA sul Vaticano…

Le continue ingerenze “papaline” destano sconcerto nello stesso popolo ecclesiastico cioè fra coloro che ritengono la chiesa come istituzione capofila di una idea religiosa fondata sul Cristianesimo.
Dal 2013 assistiamo impotenti a una lenta destabilizzazione dei principi fondanti su cui l’istituzione ecclesiastica ha proseguito il suo cammino terreno nei secoli, estendendosi ai quattro angoli della terra.
In realtà, nel tempo, vari terremoti l’hanno scossa eppure pareva aver resistito nonostante avesse avuto la <solenne protestatio> di Martin Lutero da cui ha preso avvio un nuovo movimento religioso e poi, a seguire, molti altri.
Niente di nuovo, quindi, sotto il sole.
Tuttavia ci lasciano perplessi alcuni atteggiamenti papali soprattutto per la loro particolarità sicuramente suggestiva ma che oserei giudicare “idolatrica”.
Non mi riferisco solo a agli eventi legati al sinodo sull’Amazzonia del 2019 ma anche a certe affermazioni del papa che riguardano aspetti non spirituali ma direi socio-sanitari. Anzi, si fanno passare come gesti prodighi verso il prossimo azioni che dovrebbero essere lasciate a una libera e spontanea scelta. Attraverso parole buttate là si fanno allusioni a mancato altruismo, mancanza di amore verso il prossimo, mancanza di rispetto quando certi ecclesiastici, loro per primi, mancano di esempio costruttivo per le platee dei fedeli.
La cristianità è quanto meno sconcertata e non sa più a quale pastore debba rivolgersi.
Anche i sacerdoti dissenzienti, non allineati, dubbiosi ci sono e ce ne sono molti, sia quelli che lo dichiarano apertamente rischiando la scomunica sia quelli che tacciono e obbediscono loro malgrado.
Quindi?
Non penso che questa “farsa” possa continuare ancora per molto. Il cosiddetto “trono di Pietro” è ormai in balìa di tenebrosi e oscuri figuri. Forse tutto questo è un passaggio necessario, una porta stretta dalla quale dovremo passare per giungere a una nuova idea di Chiesa, a un nuovo modo di vivere la spiritualità. Chissà!
Una cosa sola, però, mi sento di affermare e nella quale credo.
Si tratta di una affermazione di Gesù:
“Il Cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno!” (Matteo 24, 35).